LA PARANZA DELL’AGRO – 16 Agosto 2017

ugo-maiorano

Ugo Maiorano, “il tammorraro” dell’Agro per antonomasia, musicista, cantante e portavoce delle tradizioni popolari della Campania, deve la sua formazione musicale ai vecchi della tradizione contadina:
Zì Giannino Del Sorbo (detto o’ Monaco) di S. Antonio Abate (NA); Zì Vicienzo Pepe ( detto ‘a Pizzaiola’) di Bagni di Scafati (SA); Zì Antonio Torre (detto ‘o Cianco) di S. Antonio Abate, grandi nomi della tradizione popolare, con cui esordì negli anni ’80 suonando la fisarmonica. Inoltre Giacchino Moscariello, Virginia Aiello, Ciro Califano, Palmina Milone, zì Rosa (detta a’ piattara) di Pagani, questi ultimi, ispiratori dei lavori del Maestro De Simone.
Artisticamente si forma invece con Francesco Tiano, con cui collabora per circa dodici anni, a partire dal 1987 e che gli insegna “a tenere la scena” oltre che a danzare, introducendolo nel variegato mondo della musica popolare ed in quello della ricerca musico-testuale e offrendogli l’opportunità di conoscere tantiissimi maestri.
Appassionato di linguaggi testuali, musicali e coreutici si addentra con cognizione nelle fronne ‘e limon, nei canti a ‘ffigliola, e poi negli stornelli, mutu, villotte, canti alla carrettiere, strambotti, sfessanie, villanelle, grazie anche all’elasticità della sua caratteristica voce eseguendo le tammurriate più rare.
Solca le vie di Europa La Paranza dell’Agro con i suoi mirabili alfieri, Ugo Maiorano, Sasà Darielli, Carmine Coppola ,Francesco Pecoraro e Pietro Pisano. Tammurriata solare e capace, corre pianure e valica montagne, avvicinando, ammiccando, annullando distanze culturali ma anche artistiche.
E’ appunto il suono della fervida e fervente piana dell’agro Nocerino Sarnese, infuocato da vampe vesuviane, lì da presso, che brillano sotto il battere della Tammorra, incessante che più lontano arriva e più vuole continuare.
Ugo Maiorano, Folk Singer dai tratti paralleli ad Arloo Guth
rie, è il nocchiero che magicamente segna la rotta della Paranza in uno spiegare di note di Fisarmonica e Chitarra e Tammorra e Voce, che dalla tolda del palco irradiano piazze tanto grandi da unire due rive.
Frange le onde e gli scogli della vita e dello spettacolo La Paranza dell’Agro e veleggia spinta dalla voce di Carmine Coppola, incandescente e alata, a lenire asperità ed inimici venti.
Ad ornamentum, le melodie intuite da Sasà Darielli che irretiscono correnti contrarie e avversi pensieri ed omaggiano muse talassiche e bucoliche.
E poi Francesco Pecoraro che affida al sogno la sua Tammorra e lascia e riprende con affetto in un oscillare del ritmo e del tempo tre lontane memorie nel cuore e lontani orizzonti nello sguardo.
E per concludere il compositore Pietro Pisano, che armonizza i ritmi nell’accarezzare il basso acustico.
Grande musica folk dalla Paranza dell’Agro, on stage e nel disco “Terra e Tammorra” con una menzione particolare per brani quali “Madonna delle Grazie”, versione assolutamente eccellentemente che rende in maniera todo modo ossequiosa lo spirito autentico del brano.

Ugo Maiorano – Voce, tammorre, fisarmonica, chitarre

Sarà Darielli – Fiati, chitarre

Carmine Coppola – Voce, tammorra

Francesco Pecoraro – Tammorra, percussioni

Pietro Pisano – Basso, zampogna

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